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Palazzo Morenberg

Bellissima residenza rinascimentale della famiglia (XVI-XVIII secolo), già casa Martini: è uno dei gioielli del paese. Dal XIX secolo ospitò la canonica e poi l’oratorio parrocchiale. I restauri della fine degli anni ’80 hanno svelato il suo valore storico ed artistico. Nel 1990 è passato dalla Parrocchia al Comune, che lo ha adibito a sede municipale. Tra il 1994 e il 2002 sono stati restaurati gli affreschi all’interno.

Domina la piazza centrale, tipico caso di adeguamento stilistico di un’abitazione gotica preesistente. Sulle facciate esterne, eleganti bifore e una bella meridiana (fine ‘500): sopra la porta d’ingresso stemma dei Genetti di Dambel. Interno caratteristico delle residenze rinascimentali. Al piano terra gli avvolti, le cantine e le stalle, oggi spazi per mostre ed incontri. Una bella scala esterna in pietra conduce al primo piano, con il salone di ricevimento e le sale dei negotia (le attività pubbliche e gli affari). Da qui al secondo piano, dedicato agli otia (il riposo e la tranquillità) e ai piaceri intellettuali.

Il primo piano o Sala degli stemmi

Ricca di affreschi ed eleganti decori. Bande verticali con i colori araldici (ocra gialla, rossa e bianca). Interessantissimi dipinti simbolici (un quadrato magico, un libro chiuso, una tavola alchemica, un candelabro, una clessidra, uno spartito musicale, una mandola, un corno, un calamaio, una pergamena, un altro libro, un astrolabio e un mappamondo). Alcuni fiori rossi e una colomba bianca. Accanto a una bifora, un gatto accucciato e una scimmia che mangia un frutto. Stemmi delle famiglie con cui i Morenberg intrecciarono relazioni.

La stanza dei melograni e delle mele

La parte bassa è dipinta con decori simili alla sala degli stemmi. Nella parte alta, decorazioni con mele rosse e cotogne, melograni e zucche, con eleganti arbusti stilizzati. Decori di piante anche sulla travatura in legno del soffitto.

La stube

Completamente rivestita di legno di cirmolo verniciato, con soffitto a cassettoni, porte e armadi decorati, era luogo di contratti.

Il secondo piano o Sala dei levrieri

ll piano era riservato alla famiglia: spazio dedicato agli otia (il riposo e la tranquillità) e ai piaceri intellettuali. Nella sala dei levrieri, due sedili originali per ammirare i decori e le scene di caccia affrescate. Simbolo dei Morenberg, il levriero ricorre più volte, assieme a una coppia di lepri, una volpe con in bocca un’anatra, un orso, un elefante, due cinghiali.

La stanza delle figlie

Decorata con dipinti di figure femminili, di volti e busti, di mascheroni e strumenti musicali, era dedicata alla famiglia.

La stube

Bellissima, completamente rivestita in legno di cirmolo verniciato, ingressi lignei decorati. Nella parte superiore raffigurazioni delle virtù teologali e cardinali, della pazienza, della fortuna, di personaggi biblici e stemmi nobiliari. Soffitto a cassettoni a specchi ottogonali e croci. In un angolo, una stufa a olle con sagoma a torre e diversi graziosi decori. Nascosta, una figura di donna, forse una serva, una custode o una guardiana. La stanza era luogo di libertà e tranquillità, ispirate dai vari dipinti.

Le altre stanze e il sottotetto

Presenti al primo e al secondo piano, conservano poche ma tuttavia gradevoli ed interessanti decorazioni ed ornamenti simbolici. Il sottotetto, probabilmente un tempo adibito a fienile e granaio, è oggi spazio aperto a mostre ed incontri.

Bibliografia

Tevini K., Palazzo Morenberg: Sarnonico, 2006.

PDF con la guida di palazzo Morenberg